Paolo Ferrari

Avanguardia Art Club è molto attenta al relax e benessere dei propri ospiti offrendo loro un plus fatto di “coccole” a livello tecnologico proponendo momenti rilassanti attraverso l’uso di attrezzature specifiche per massaggi e relax con prodotti di bellezza

Vengo da li e proseguo così…

Nel 1959 una donna bellissima e raffinata mi metteva al mondo.
Grazie mamma.

Grazie per avermi trasferito ciò che nel corso della vita ho portato con me, gelosamente con me, cercando di crescerlo per vivere al meglio.
Grazie per avermi insegnato a sorridere, a conoscer la vita e godermi la vita.

Tanto lavoro in un comparto bellissimo quale è la moda, immediatamente dopo gli studi.
Seguendo il senso del bello in cui credo tutto dovrebbe tentare di confluire.
Non ha senso fare cose brutte, magari costano poco ma valgono senz’altro poco.
Ogni lavoro ed ogni impegno ho cercato di finalizzarlo all’innovazione con il desiderio di non fare mai cose banali e tentando di porre sempre una piccola miglioria.

Tanti anni di industria nell’affascinante e complesso mondo della moda, anni di impegno nello stile e nella ricerca delle immagini, delle tendenze, dei colori, soprattutto dei colori, mettendo ogni giorno “del mio”. Guardando e lavorando con i migliori stilisti, con i gruppi della moda più importanti del Mondo, facendomi contaminare, costruendo però una mia dimensione che, anche partendo da poco, tentasse di porre ciò che volevo e in fondo mi caratterizzasse. Allargando poi l’attenzione all’universo del beauty.
Nel 1990 esplode la passione per l’avanguardia, sino ad allora seguita studiando tutto il movimento da Picasso in poi, diviene voglia di provare. Desiderio di stare davanti ad una tela o ad un progetto di un mobile e cercare di renderlo una propria creazione. Difficile dire se ci sono riuscito o meno, il giudizio spetta sempre agli altri.

Vivo, a mio modo, nell’era del web ove l’accelerazione alle attività quotidiane è stata impressionante. La vivo da fruitore, sempre con la grande curiosità di ciò che sta per arrivare… apprezzand il progresso ma tentando di renderlo sempre in funzione delle persone. Perché è così che credo debba essere.

Il web è anche il nuovo mezzo, in tutti i sensi, per chi crea lavori d’arte.
Per chi è onesto con se stesso è il miglior “Tribunale” per essere giudicati senza ipocrisie.
Un like se piaci, il puro niente se non piaci… e via.
Che incredibile sintesi, immediata e vera. Se non piaci, a prescindere dalle tante gallerie d’arte a cui puoi aver partecipato, per mille motivi, ricevi “ZERO” link. Non è uno scherzo, anzi è un passaggio molto interessante come riscontro personale…

Di base resta comunque una sincera umiltà.
Di fatto, grazie al lavoro ho avuto molto nella vita, soprattutto in termini di esperienze internazionali, cercando di utilizzare le mie semplici opere come mezzo per esprimermi e collocarmi nei tanti momenti della vita, spesso non facili, per questo prudenzialmente da mettere prima su di una tela.
Per poi pensarli meglio, per pensarli per un tempo che ormai sfugge, troppo rapido, non consentendo di capire sempre se era giusto o se era sbagliato…
Ed è così che ho iniziato a capire cosa significa il patrimonio dei ricordi, un mondo parallelo che se lo sai impostare è semplicemente fantastico.
Lo abbiamo tutti ma per sfruttarlo è necessario sapere che esiste e come consultarlo.
Ed aiuta moltissimo perché scopri da solo che puoi rivalutare le tante cose che hai fatto, quelle belle e quelle meno belle. Se poi ritieni, correggerle per proseguire meglio.
Questa per me è l’arte, una sorta di grande agenda dove annoti tutto per poter ripensare a tutto.
I luoghi di energia dove ho posto e continuo volutamente ad esporre i miei lavori sono i luoghi ove la gente vive, lavora, si diverte, si distrae …..ovunque si respiri un’energia di vita. Mi intessa che il mio impegno sia tra la gente. E se la gente lo apprezza godo.
Certamente, godo!
Perché tentare di fare cose belle, comunque che piacciano, resta il senso che anima le mie giornate e godere del consenso altrui è un riscontro ed una forma di onesta vanità.

Paolo Ferrari

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